COPENAGHEN SMØRREBROD

August 31, 2016

Ecco la parte più interessante, per me ovviamente, la cucina. Come si mangia a Copenaghen e soprattutto cosa si mangia? La cucina danese l’ho trovata curata, equilibrata, buona. Con la massima attenzione alla stagionalità dei prodotti, tutti biologici. Questa è la nuova gastronomia nordica. Le verdure non mancano da nessuna pietanza, cosa che io personalmente apprezzo tanto. Non mi è sembrata una cucina con l’utilizzo dei grassi in eccesso per dare più sapore, io l’ho trovata delicata. Sto parlando dei piatti della cucina moderna, quella ricercata. In quella tradizionale, classica, casalinga i piatti pesanti sono presenti. Due parole sui piatti tradizionali, le zuppe non mancano, come a tutti i paesi nordici, sono una delle portate immancabili, con legumi, con pane, con la carne persino con l’anguilla. Per gli amanti delle salsicce la cucina tradizionale fa per voi, sono speziate e molto saporite. Il re dello street food a Copenaghen è l’hot dog. Dovete assaggiarlo, molto goloso, molto gustoso e molto street food. Adesso volete sapere, dove trovarlo? Esattamente non lo so, si trova dappertutto, sperando che la buona sorte vi aiuti a trovare quello più buono. Io l’ho mangiato in una strada che mi sono trovato per caso, non mi ricordo esattamente dove.  Il petto d’anatra piace molto ai nordici, si trova sia nelle pietanze tradizionali anche nella nuova gastronomia nordica. Una cucina che non le manca niente, carne, pesce e piatti vegetariani molto creativi, cosa che mi è piaciuta tanto. Spesso nelle mie parti la cucina vegetariana per il momento non è molto creativa, quando trovo piatti vegetariani buonissimi e ben sviluppati li apprezzo tantissimo, credo che sarà il futuro in cucina, perciò bisogna iniziare a sviluppare la fantasia in cucina nei piatti vegetariani anche nelle mie parti, nonostante sono lontani dalla nostra tradizione….scusate per la parentesi. Non voglio essere ripetitivo, l’ho detto anche nel post precedente, sono sicuro che lo chef René Redzepi del ristorante Noma, abbia rivoluzionato tutta la gastronomia in Danimarca, più che altro a Copenaghen, con materie prime di qualità, esclusivamente del territorio, prevalentemente mentalità culinaria francese senza lasciare da parte i paesi confinanti. La freschezza e la qualità dei prodotti si trovano dappertutto a Copenaghen, dai ristoranti meno ricercati a quelli più lussuosi, salvo che non andate a finire al posto più losco della città. Si tratta di una cucina moderna, attuale, salutare con rispetto alle esigenze del giorno d’oggi. Non voglio essere cattivo però, non andate a Copenaghen per cercare la miglior pizza oppure la pasta all’amatriciana, carbonara, i tortellini della nonna in brodo e tutti questi favolosi piatti, per giudicare dopo “ho mangiato una pizza che era cattiva” “la pasta all’amatriciana non era la vera pasta all’amatriciana” “ma questi non sono i veri tortellini”. Lo sappiamo no? Se vuoi mangiare cucina italiana quando sei all’estero le soluzioni, sono due a) Vai nei ristoranti di cucina italiana con chef rinomati, dove rispettano la cultura italiana e gli ingredienti. B) Porta con te tua nonna a farti i tortellini in Danimarca.

La scelta dei ristoranti a Copenaghen è varia, oltre a Noma, aperto nel 2004, lo chef René Redzepi, con i suoi piatti moderni, rivoluzionari e creativi entra nella storia della nuova cucina nordica. I suoi colleghi prendono ispirazione dalla sua cucina.

Oltre a questo, il ristorante Reale dello chef Christian Puglisi , una stella Michelin, sono sicuro che vi sorprenderà. Piatti creativi con tante verdure, tutte biologiche e di stagione, elaborate alla perfezione.  Il Geranium tre stelle Michelin per una cena di lusso, un’esperienza gourmet in tutti i sensi. La lista dei ristoranti è lunga, impossibile nominare tutti, ma voglio consigliarvi uno in particolare, il Geist. Nel menù una scelta tra 10 antipasti, 10 piatti unici e 10 dolci. Io questa volta volevo cercare proposte interessanti da giovani chef emergenti, che rispecchiano il concetto della cucina nordica nuova. Per mangiare però i famosi smørrebrød sono andato sul sicuro. Il ristorante Aamanns è il più famoso tra tutti per i suoi smørrebrod. Ce ne sono 3 in città, il CHP che si trova all’interno dell’aeroporto nel terminal 3, Etablissement e Deli, gli ultimi due sono attaccati, uno di fianco all’altro. Io ho scelto il Deli per il mio primo pranzo a Copenaghen. Da fuori nulla di sorprendente, mi aspettavo un locale più appariscente, più curato. Mi è bastato fare la scala all’ingresso che porta nel piano rialzato dove si trova Il locale per farmi cambiare idea. Molto accogliente, curato e pulito, quasi tutto nella tonalità bianca, tavoli piccoli ma comodi, il legno aggiunge calore, semplice ed elegante ma non formale. Aamanns Deli fa solo smørrebrod mentre l’Etablissement oltre a questi ha anche un menù molto interessante. Vi spiego che cosa sono gli smørrebrod per chi non lo sapesse. È un panino aperto preparato con il pane di segale e un’infinita di condimenti, con l’arringa, il salmone, la tartare di carne, le uova, con qualsiasi ingrediente locale. Si tratta di un piatto popolare della gastronomia danese tradizionale che stava quasi per svanire ma grazie alla creatività di alcuni chefs e l’utilizzo di materia prima d’eccellenza hanno riconquistato tutti i palati danesi e non solo.  Diciamo che Renè Redzepi ha fatto scuola nella cucina moderna, Aamanns altrettanto, ha contribuito alla modernizzazione di questa pietanza tradizionale, tanto che nel 2007 ha vinto il premio dei miglior smørrebrod.  La mia scelta a pranzare in questo ristorante non è stata solo per la ricerca degli ingredienti locali di alta qualità ed esclusivamente bio, ma anche per la creatività dello chef rispettando la tradizione. Nel menù sono presenti sia quelli caldi e quelli freddi, con pesce fresco, carne da Grambogaard oppure vegetariani. Io sinceramente non sapevo cosa scegliere, il mio entusiasmo di scoprire nuovi sapori, ricette, ispirazioni, m’impediva ad avere le idee chiare su che cosa avevo voglia di mangiare, ma alla fine non è stato difficile. Ho scelto due smørrebrod freddi, il “ Beef from Grambogaard”. Composto con una fetta di pane di segale molto buono, 3 fette di costata di manzo cotta a regola d’arte, il cuore era rosso e succoso, squisita, una leggera salsa bernese, qualche fetta di cetriolo e funghi. Nonostante le mie paure iniziali per l’abbinamento un po’ azzardato di funghi e cetriolo, l’equilibrio dei loro sapori in bocca mi ha sorpreso.  La parte croccante del piatto, le patate fritte tagliate a fiammiferi. Per finire due tre foglioline di timo fresco. Smørrebrod creativo, equilibrato e delicato. Poi “ Gramad Salmon “ meno creativo ma buono, il pane di segale è l’ingrediente principale, spalmato con un leggero strato di formaggio giuncata, salmone affumicato, finocchio marinato, ravanello, insalata e aneto. Tutti ingredienti che amo particolarmente, a parer mio nulla di nuovo, però la qualità dei prodotti fa la differenza. Ovviamente il menù cambia in base alla stagione, sul sito troverete il menù aggiornato  www.aamanns.dk . Vi consiglio di prenotare. Si trova in via ‪Oester Farimagsgade 10, la fermata della metro più vicina è  Nørreport, poi circa 1 km a piedi e siete arrivati. Altrimenti in taxi o con l’autobus se volete camminare meno, oppure con la bicicletta da ovunque voi siete.  Per i nostri standard i prezzi per un panino aperto sono leggermente alti, calcolando che non si può pranzare o cenare con un solo snørrebrod. Costa circa 8,50 € ciascuno. Per la realtà danese il prezzo è più che adeguato e non dimenticate che la qualità degli ingredienti è superiore dalla media. Dopo aver assaggiato gli smørrebrod, non si può andare via da Copenaghen senza averli mangiati, parto per scoprire la cucina dei ristoranti che avevo scelto prima di partire, che fanno parte della “nuova gastronomia nordica". 

 

 

 

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ATENE 

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